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Aubette
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Il palazzo dellmwdg'mwdwAubette di mweaStrasburgo è un grande immobile di fattura classica, situato a nord di mweqPiazza Kléber, la piazza centrale di Strasburgo. Antico edificio militare, poi centro ricreativo, fu costruito dal mweg1765 al mwew1778.
Il palazzo dell'Aubette ebbe per quasi un secolo una destinazione militare: era utilizzato per ospitare gli alloggi dei militari e un corpo di guardia. Il suo nome corrisponde senz'altro ad uno dei significati più antichi della parola mwfqaubette (rifugio).
L'Aubette è classificato mwfwmonumento storico dal 1929, così come nel 1985 e 1989.cite-ref-0-1-0[1]
Contents
• Visite
• Note
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Un elemento di un vasto progetto d'abbellimento
Questo palazzo faceva parte di un progetto elaborato da Jacques-François Blondel, architetto del re, nel quadro di un piano generale destinato a modernizzare e abbellire la città.
La congiuntura mwiaprerivoluzionaria e la mancanza di denaro ostacolarono questo progetto ambizioso, che non sarà concretizzato che con la costruzione dell'Aubette.
Nel mwigXIX secolo, l'Aubette ospitò l'ufficio dello stato maggiore e un caffè-concerto al primo piano. Cedette il suo posto nel mwiw1869 al mwjamuseo municipale di mwjqpittura e di mwjgscultura.
Ristrutturazione e nuova destinazione
Dopo la mwlgguerra franco-germanica del mwlw1870, le truppe tedesche assediarono la città e la bombardarono. Il 24 agosto 1870, l'Aubette e il suo museo furono vittime di un violento mwmaincendio, che lasciò intatta solo la facciata.
L'architetto ufficiale della città di Strasburgo, Jean Geoffrey Conrath, diresse la ricostruzione a partire dal 1873 e conservò la facciata con delle aggiunte scolpite e realizzò un nuovo mwmgtetto in mwmwardesia. La facciata venne ornata di medaglioni che rappresentano i ritratti di celebri musicisti (mwnaMozart, mwnqHaendel, mwngGluck, mwnwMendelssohn...) La ricostruzione finì nel mwoa1877.
La costruzione ospitò allora al pianterreno delle mwogboutique e al primo piano il mwowconservatorio di musica così come una grande sala da concerti.
Un monumento all'avanguardia degli anni 1920
Nel mwpg1922, i fratelli Paul e André Horn, concessionari dell'ala destra del palazzo, progettarono d'installare una vasto complesso dove si trovavano ristoranti e centri ricreativi, con una decina di sale, con un bar americano, una pista da ballo, un ristorante, una sala da biliardo, un cine-danza, una sala per feste e un mwpwfoyer-bar.
La progettazione venne affidata a mwqqTheo van Doesburg, in collaborazione con mwqgJean Arp e sua moglie, mwqwSophie Taeuber-Arp. Misero allora tra il mwra1926 e il mwrq1928 in pratica le teorie del movimento mwrgolandese mwrwDe Stijl, allora in voga in Europa, sulla progettazione dello spazio e dei decori.
Sul piano artistico, l'Aubette ospitò uno dei progetti più ambiziosi realizzati dall'avanguardia degli mwsqanni 1920, al punto che i commentatori più entusiasti qualificarono il palazzo come "la mwsgcappella Sistina dell'arte moderna".
Una riscoperta tardiva
Nel mwtq1938, i fratelli Horn smisero di essere garanti e il loro successore decise di coprire le decorazioni squallide e il cui aspetto avanguardista non aveva suscitato l'adesione popolare dei strasburghesi. Furono riscoperti negli mwtganni 1970 e classificati mwtwmonumento storico nel 1985 (cine-danza e scala d'accesso all'inizio) e nel 1989 (bar come a casa e sala delle feste)cite-ref-0-1-1[1]
Il restauro della sala di cine-danza fu effettuata dal 1985 al 1994. Dal 2004 al 2006, una seconda campagna di restauri permise di rimettere a nuovo la scala d'accesso al primo piano, la sala delle feste e il bar di casa.
L'ala sinistra del palazzo, indipendente dalle altre, è stata trasformata in un mwbwcentro commerciale, che ha aperto le sue porte nel settembre 2008.
Visite
L'Aubette si visita gratuitamente dal mercoledì al sabato dalle 14 alle 18. Il giovedì e il venerdì mattina, per le scolaresche iscritte al Servizio educativo dei Museicite-ref-2[2].
Note
cite-note-0-11. ↑ <Avviso n°PA00085014>, mwfgministero francese della cultura
cite-note-22. ↑ mwggmwgwmwhaAubette 1928, su mwhqmusees.strasbourg.eu. mwhgURL consultato il 22 gennaio 2015 mwhw(archiviato dall'mwiaurl originale il 22 gennaio 2015).
Bibliografia
• Emmanuel Guigon, Hans van der Werf, Mariet Willinge, mwjaL'Aubette: il colore nell'architettura: un'opera di Hans Arp, Sophie Taeubeur-Arp, mwjqThéo van Doesburg, Museo di Strasburgo, Strasburgo, 2006, pp.221
• Marie-Christine Périllon, mwjwLa resurrezione del cine-danza, L'Aubette issa i colori, in Strasburgo magazine, 1993, nº 34
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